happysun980
Tuesday 22 April 2014

Quando in estate rientrai a casa, la ritrovai. Sempre nella mia comitiva, ma con un fidanzato in più. Non che mi importasse più di tanto, ma avevamo raggiunto un buon livello di confidenza, quello si che mi mancava.

A fine luglio il fidanzato trovò lavoro lontano dalla Sicilia, quindi fece i bagagli e partì. Lei cercava di fare la seria, di essere la donna fidanzata che esce una volta ogni tanto perché il fidanzato non c’è. Io non le detti più spazio del normale, continuai a fare il cretino come al solito in gruppo ma nulla più.

Trascorremmo il ferragosto in spiaggia con tutta la comitiva, ma la tarda serata, le coppiette che si appartavano “le tolsero il tappo”, non riusciva più a stare sola. Si avvicinò a me, ma quella sera non avevo proprio voglia di complicarmi la vita. Un pio di giorni dopo invece le mandai un sms sto andando a mare, non sotto casa, mi sposto in macchina vuoi venire? Non se lo fece dire due volte. La passai a prendere, arrivammo nella mia spiaggia preferita, una spiaggia lunga e deserta, lontana dalla città dalla confusione, da occhi indiscreti: una spiaggia dove sebbene non fosse consentito, andavo a volte a fare nudismo, proprio perché li nessuno dava noia.

Ci incamminammo e sistemammo l’ombrellone quasi a metà della spiaggia: eravamo praticamente soli. Lei sistemò i teli e ci sdraiammo. Parlammo del più e del meno. Lei con un costumino grigio col reggiseno a fascia, che le nascondeva totalmente quel poco di rigonfiamento che aveva. Mi sono mancate la nostre discussioni sul sesso. Col mio ragazzo, abbiamo la nostra intimità ma non riesco a superare certi miei limiti. Sento l’eccitazione. L’altro giorno ero sotto la doccia, aprii il getto dell’acqua puntandomelo in mezzo alle gambe, e mi eccitava da morire. Mi si è allargata le labbra sembravano modificate, aperte.

È normale, cercai di dire. Poi silenzio. Sai in questa spiaggia vengo a fare nudismo. Lei sorride, e mi chiede se lo volessi fare anche ora. Io rispondo di no, perché c’è lei e lei realmente non vuole. Mi sorride.

Poco dopo arriva la telefonata del fidanzato, si alza e si mette a parlare al telefono sedendosi sulla battigia. Io la lascio andare, poi dopo essermi rotto abbastanza, le passo accanto, metto i piedi in acqua, e facendo palesemente segno che mi sono rotto, mi tuffo.

Me ne sto a galla sull’acqua bassa, poi alla fine decido: tolgo il costume, lo appallottolo e glielo tiro!

Lei guarda il costume, fa una specie di sorriso, poi visto che le onde stanno per risucchiarselo, lo prende e lo mette in salvo… io mi allontano, sempre stando sotto il pelo dell’acqua e mi sistemo più in la.

Il pisello è diventato duro. La vedo da li seduta sulla spiaggia: mi eccita un casino, peccato…

Dopo un po finisce di telefonare posa il telefono e si immerge pure lei. Rimane a distanza. Io cerco di rasserenarla, si vede che è imbarazzata, ma nello stesso tempo eccitata e curiosa. Giochiamo un po parliamo, le schizzo dell’acqua, pian piano si abitua, e ci avviciniamo, ma quando è abbastanza vicino, lei si gira, mi da la schiena, evita di mettersi davanti a me.

Così mentre giunge il tramonto, la afferro dai fianchi e la appoggio sulla gamba, di lato, cercando di non appoggiarle il membro. Avevo deciso e non sarei tornato indietro. Tranquilla non te lo appoggio le dissi. Riprendemmo a parlare, tenendola abbracciata, col pisello scappellato, e il sole che tramontava sull’acqua.

Pian piano cambiammo posizione e gli sistemai finalmente il pisello tra le gambe, da dietro. Lei ebbe un sussulto, ma accettò quella presenza.

Adesso tocca a te spogliarti. Sorrise, e le abbassai il reggiseno a fascia. Lei non si mosse, mi lascò fare. Quindi decisi di continuare, la baciai sul collo e abbassai lo slip. Il mio pisello sobbalzo andandosi ad appoggiare alla sua passera. Le sfilai completamente lo slip, e la tenni stretta a me. Si appoggiò completamente a me, di schiena lasciandosi accarezzare dal pisello in mezzo alle sue cosce. Non volevo in quel momento toccarla nelle zone rosse volevo fosse lei a invitarmi, così mi concentrai dove ero sempre stato: la pancia e le gambe. A volte le mettevo la mano in mezzo alle gambe, non per toccare lei, ma per toccare me, mi accarezzavo la cappella, come se lei non ci fosse. Lei rideva, e io guardandola la invitavo a farlo lei cosi imparava…prendemmo a baciarci sempre in quella posizione con lei appoggiata di spalle a me. Fu li che presi ad accarezzarle i seni, a stringerle i capezzoli e a solleticarle la patata. Aveva una striscia di pelo, e seguivo quella linea per accarezzarla senza mai arrivare alla fessura. Mi chiese di uscire dall’acqua, ma io non volevo. Avevo le palle che mi stavano esplodendo un dolore straziante, ma più mi facevano male e più mi eccitavo. Ad un certo punto non ce la feci più, la girai, lei si mise a cavalcioni e prendemmo a limonare avidamente. Le strusciavo il membro sulla gamba e sulla passera e lei stava pure impazzendo era eccitatissima. Le accarezzai la schiena scesi fino al culo, quel culo tanto desiderato, e glielo allargai con le mani. Presi a giocare col buchetto, le i sembrava non accorgersene, e io continuai. Decisi di spingerle un dito dentro e penetrai il suo culo, lei si blocco, e pure il mio dito. Non feci alcun movimento finchè non si rasserenò poi quando riprendemmo a pomiciare ripresi anche col dito, lo infilai tutto. Lei muoveva il culo, segno che voleva sentirlo bene quel corpo strano dentro di lei. Poi lo tirai via, lei si staccò da me e si lasciò andare sull’acqua. Usciamo mi disse. E nuda tornò in spiaggia.

Io la seguii da li a poco, mi aspettava davanti al suo telo. Mi guardava, studiava il mio membro. La feci mettere in ginocchio, è tutto tuo le dissi. Lei lo prese in mano, lo accarezzò si concentro sui testicoli, quello strano e curioso sacco sotto il cazzo portatore di sperma… le presi la mano e la feci segare, poi vedendola avida glielo avvicinai in bocca. Lo prese con piccoli bacini, le dissi che doveva prenderlo in bocca che doveva metterlo tutto le spiegai cosa doveva fare e lei imparò velocemente. Poi si fermò e si sdraiò sul telo. Mi misi su di lei, prendemmo a toccarci e a sfregarci, le strusciavo la cappella sulle labbra senza mai spingere eccessivamente e lei reagiva all’inverosimile. Decisi di andare oltre, quando lei si girò dandomi per l’ennesima volta la schiena. Era in posizione fetale e io accarezzandole la schiena scesi sul culo, lo allargai e ricomincia a giocare col buchetto. Poi pian piano avvicinai il pisello e lo appoggiali al buchetto… la abbracciai e accompagnando meglio il pisello con la mano lo infilai dentro. Fu faticoso essendo la prima volta, ma lei non si mosse né rifiutò. Stantuffai, dapprima piano, poi sempre più velocemente. Mi sputai sulla mano per inumidire il cazzo e faci sputare pure lei. Ansimava miagolava… stava impazzendo. Le alzai meglio la gamba per penetrarla con più facilità e lei sembrò apprezzare quell’accorgimento, si lamentava, gridava a volte si nascondeva il viso con il telo cercando di nascondere le sue grida… infine rallentai e lo tirai fuori… non ce la facevo più. Aspettai che lei si riprendesse, poi quando si rasserenò si girò e la feci mettere a sedere, mi misi a cavalcioni davanti alla sua faccia: apri la bocca mi toccai appena e venni, dentro e fuori la sua bocca. Lei rimase con la bocca piena, lo sperma che scolava dalle sue guance. Mi avvicinai a lei, le leccai le labbra e avvicinatomi al suo orecchio ingoiala… conosci il sapore!