happysun980
Monday 21 April 2014

Da qualche tempo frequentavo una ragazza, conosciuta per caso. Una amica in comune aveva cercato più volte di farci conoscere, ma non era mai capitata l’occasione. Un giorno vado sul posto di lavoro dove la mia amica lavora, e finalmente la vedo! Lei un po’ timida, sapendo il doppio gioco della nostra amica in comune resta imbarazzata della mia presenza li. Scambiamo 2 chiacchiere, ma nulla di che. Rientrato a casa, la sera le chiedo l’amicizia su facebook, ma lei non accetta. Faccio passare altre 24 ore, e poi le mando una mail, scusandomi se l’ho aggiunta, non so che tipo è, ma era solo un modo per scambiare 4 chiacchiere e conoscerci senza impegno. Lei mi risponde con calma il giorno dopo, dicendo che non era un problema aggiungermi, ma che comunque voleva conoscermi prima. Così comincia una bella discussione via mail, ci descriviamo, carattere interessi, amicizie, desideri.

Il giorno dopo mi aggiunge, e posso guardare finalmente le sue foto… è una gran bella ragazza, occhi neri, capelli neri lisci, formosa.

Mi piace. Ma mi piace sia fisicamente che caratterialmente. Mi ha subito preso, e il fatto di aver parlato ed esserci conosciuti vi mail, ha tolto molti freni e abbiamo scoperto molto velocemente tutto l’uno dell’altro.

Finalmente un giorno ci incontriamo, attraverso un appuntamento a tradimento a casa della nostra amica per un caffè. Solito imbarazzo, ma gli occhi cominciano a parlare. La nostra amica propone di organizzare una scampagnata, il 25 aprile è alle porte e decidiamo di accettare. Troviamo la disponibilità di un amico che ha la casa al mare, inviti, spesa e si parte!

Vivo quei giorni di avvicinamento alla scampagnata con trepida attesa, finalmente un giorno intero con lei, a respirare l’odore della sua pelle, anche se ci saranno gli amici attorno…

La scampagnata scorre veloce, sorrisini, battute, grandi bevute… nel pomeriggio decidiamo di farci una passeggiata in spiaggia trovando la scusa buona per allontanarci dagli amici e starcene finalmente un po’ da soli.

Durante la passeggiata si condividono un po’ di emozioni vissute sia nei giorni precedenti che durante la mattinata. Ci sediamo sulla battigia, l’uno vicino all’altra, appoggiati, un sorriso porta l’altro, ci guardiamo negli occhi e finalmente ci scappa il bacio. È un bacio molto tenero, vissuto lentamente, ma intenso, che testimonia la lunga attesa. Ci stacchiamo, ci guardiamo negli occhi e iniziamo a pomiciare: il vaso era aperto…

Mi sdraio sulla sabbia e lei si butta su di me così che posso sentire il suo corpo e il suo seno su di me. Stiamo un po’ così tranquilli a coccolarci e poi decidiamo di ricomporci e tornare in casa.

Finita la scampagnata, la riaccompagno a casa, stiamo sotto casa sua a parlare ancora e a baciarci, poi lei scende salutandomi e ringraziandomi per la bella giornata trascorsa.

Un paio di giorni dopo decidiamo di uscire, la passo a prendere dopo cena, lei si presenta in jeans e maglietta scollata, giriamo un po’ per la città, le chiedo dove vuole andare, e lei risponde che non ha importanza, vuole solo che stiamo insieme. Così usciamo fuori dal paese e ci fermiamo sotto un grande albero ai margini di una strada di campagna.

Prendiamo a baciarci sempre con più foga, le abbasso il sedile e mi sposto su di lei. Sento le sue mani su di me che scendono verso il pacco già bello sveglio.

Le propongo di mettermi sotto e lei accetta di buon grado. Si mette a cavalcioni e nel frattempo si sfila la maglietta. Lo stesso faccio io. Si butta su di me e ricominciamo a pomiciare intensamente. La sua mano è ormai dentro i miei pantaloni, si accorge che sono rasato, si stacca, mi sorride e scende a baciarmi sul corpo mentre con le mani sbottona i miei jeans, li abbassa. Sega un po’ il membro e poi lo prende in bocca. Io la lascio fare, accarezzandole i capelli e giocandoci, poi quando si stanca, torna su e riprendiamo a baciarci. Le slaccio l’odiato (sempre odiato) reggiseno e prendo a baciarle il seno, una terza scarsa ma che a me come misura piace tremendamente.

Decidiamo di fare una pausa, anche per sistemarci meglio sullo stretto sedile, lei si mette sotto e io di lato, le sfilo jeans e perizoma e rimaniamo nudi. Allora lei riprende a segarmi, mentre io le succhio i capezzoli. Le mie dita sono dentro il suo sesso, ne infilo 3. trovo i bottoncini preferiti e prendo a stimolarla. Lei si dimena inarca la schiena, gocciola, comincia ad ansimare e poi mi blocca la mano per fermarmi.

- fermiamoci, ancora è troppo presto! – dice lei. Io per tutta risposta le sorrido, le apro le gambe e mi butto sopra di lei, continuo con i capezzoli, poi scendo sul sesso e prendo a leccarglielo, raccogliendo i suoi sapori, poi quando ricomincia ad ansimare risalgo, la bacio, le infilo la lingua in bocca, e le appoggio la cappella sul sesso. Le stimolo il sesso con la cappella, poi questa entra da sola. Lei accetta di buon grado sorridendomi e allora lo infilo tutto. Stantuffo con calma, poi quando mi sono fatto completamente strada prendiamo il ritmo. Lei si agita sotto di me, ansima, si aggrappa alle mie spalle, finché non viene, lanciando un gridolio che non riesce a trattenere.

Io dal canto mio non sono ancora venuto, quindi riprendo a stantuffare pian piano, lasciandole il tempo di riprendersi, poi lo tiro fuori e mi metto in piedi davanti a lei.

- fammi venire – le dico. E lei – ma sporchiamo il sedile! – bè allora di in modo non sporcare nulla!

Così lo prende in bocca e fa una gran bella pompa, finchè non le vengo in bocca e copiosamente. Lei rimane con la bocca chiusa e la sborra calda in bocca, prende a cercare un fazzoletto nella borsa ma non ne trova, così le alzo la testa la bacio sulla bocca chiusa e lei pian piano ingoia… Ci ripuliamo alla bene e meglio, ci rivestiamo e la riporto a casa…

Scendendo lei mi dice – non vedo l’ora sia già domani -.

- anche io – rispondo…Chiude lo sportello e se ne va.