A qualcuno piace leggere? Questo si chiama "Nella stanza buia", dedicato ad Antonella

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Saturday 21 September 2013

Nella stanza buia

Non avrei dovuto accettare, forse la sfida è troppo per me.

Sono nuda, in una stanza completamente buia, non vedo nulla di quello che ho intorno, ho quasi freddo, sto in piedi e aspetto, non so ancora cosa, ma aspetto.

Così mi hanno detto loro: “Spogliati, entra là dentro e aspetta!” ed io ho eseguito. Il posto sembra piuttosto grande, il pavimento è caldo, credo di legno. Faccio qualche passo e mi allontano dalla porta da cui sono entrata, prudentemente cerco di capire cosa contiene la stanza. Muovermi nuda lì dentro non mi imbarazza affatto, anzi è molto piacevole non avere ostacoli ai movimenti, è quasi eccitante. Tocco qualcosa di freddo, provo a capire con le mani di cosa si tratta, metallo, sembra una ringhiera, ci giro attorno, ah, capito, un letto! Penso sia uno di quei grandi letti con le testiere di ferro battuto. Appoggio le mani al materasso e tocco un morbido lenzuolo, sensazione piacevole, mi piego in avanti, con un movimento istintivo liscio il lenzuolo con le mani, allargo le braccia e … vengo improvvisamente afferrata ai polsi da due energiche mani di un uomo che è improvvisamente spuntato dietro di me.

“Ah, ma chi …”, un grido di reazione istintiva all’imprevista situazione si smorza nella gola quando lui si appoggia alle mie natiche e tira dietro di me i miei polsi incrociandoli e immobilizzandomi. Mi ordina: “Silenzio!”. L’emozione è forte, la sua voce è potente e decisa, le sue mani molto energiche, non posso e non voglio reagire, lo lascio fare e aspetto la prossima mossa.

Tiene entrambi i polsi con una sola mano, passa l’altro braccio sotto di me e mi scaraventa sul letto a pancia sotto. Con un movimento agilissimo salta sul letto e si siede sulle mie reni immobilizzandomi definitivamente. Delicatamente, ma decisamente tira i miei polsi allargandomi le braccia e portando le mani vicino alla testiera del letto dove mi aspettano due paia di bracciali di perle con i quali vengo legata a braccia aperte. In questa manovra il mio carceriere si sdraia su di me e prendo piacevolmente contatto con i muscoli del suo corpo, ma il contatto dura poco. Si rialza, scende dal letto e riserva lo stesso trattamento alle mie caviglie, una alla volta legate con cinghie di pelle agli angoli del letto, mi chiedo come faccia ad essere così bravo nell’oscurità più completa. Ora sono legata a braccia e gambe aperte su un grande letto e so che con me c’è almeno un uomo dal fisico forte, ma non ho la possibilità di percepire altro. Per qualche secondo non succede nulla, il mio carceriere sta preparando la prossima sorpresa, sono ancora agitata dalle prime mosse e già molto eccitata dalla situazione! Il suono di un accendisigari innesca la leggera luce che accende una candela, poi un’altra e un’altra fino a terminare un cerchio di fiammelle che circonda il letto. Vedo la stanza, è completamente spoglia, c’è il letto, laggiù la porta di ingresso, un mobile a grandi cassetti vicino alla parete e null’altro. Ma la luce svanisce in un attimo: una striscia di seta nera mi passa davanti agli occhi e mi viene legata dietro la testa dalle solite forti inesorabili mani! Vorrei parlare, chiedere, farmi spiegare, ma quando apro la bocca lui me la riempie con una sfera di gomma che mi stringe con una cinghia dietro la testa impedendomi quasi di respirare. “Mhhhh” provo a ribellarmi ma sono nelle sue mani, letteralmente bloccata.

Sento di nuovo la sua voce: “Ora, mia cara, preparati”. Non capivo bene a cosa avrei dovuto prepararmi, ma il mio corpo era percorso da brividi che non erano certamente di freddo.

Percepisco movimento nella stanza, sento il solletico di un liquido che scorre sul fondo della mia schiena: olio, credo. Le sue mani inseguono il liquido, massaggiano velocemente la mia pelle, si ungono del profumato lubrificante, lo distribuiscono sulle natiche e si infilano tra le cosce per spalmarlo sul mio sesso e raggiungere il fiorellino dell’ano, per proseguire lungo il canale tra le natiche ed esplorare nuovamente l’intero percorso. È molto bravo a muovere le mani, le usa bene su di me e il contatto è eccitante. Sono immobilizzata, ma sollevo per quanto posso il bacino per offrirmi alle sue carezze. Mi vede e in tutta risposta mi lascia andare una sculacciata così forte da bruciare come fuoco. Emetto un lamento che resta in gola trattenuto dal bavaglio, però la sensazione è piacevole. Lo voglio stuzzicare, ripeto la manovra e lui lascia andare un manrovescio sull’altra natica: sento dolore contemporaneamente al piacere diffondersi da quel punto fino a tutta la schiena. “Vuoi giocare? OK, giochiamo allora!” esclama e mi fa nuovamente sentire il piacere bruciante di un colpo secco sulla natica lubrificata e arrossata.

Mi abbandono sul letto, respiro profondamente, assaporo la sensazione. Su di me una nuova percezione: un contatto tra le natiche, lo strofinare di qualcosa diverso dalle sue mani, ma non è neppure il suo sesso. Troppo freddo, rigido, metallico, … no: cristallo! Appena la punta arrotondata dell’oggetto si avvicina all’apertura del mio sederino mi rendo conto che si tratta di uno di quei giocattoli fatti a forma di cono che sta per impossessarsi del mio punto più segreto. La mia resistenza è debole e impossibile. Il cono ben lubrificato inizia a spingere, a dilatarmi e inesorabilmente prende possesso di me, profondamente. Un’altra sensazione forte, mista tra dolore e piacere, che però ho sempre desiderato e gustato.

È in ginocchio dietro di me, sento le sue mani che mi prendono i fianchi, li sollevano leggermente, mi infila sotto la pancia un rotolo di gommapiuma per tenere il mio sedere rivolto verso l’alto. In quella posizione sento ancora di più l’arnese che mi riempie il didietro. La sua mano prende ad accarezzarmi l’interno delle cosce, impastando i muscoli e spostandosi lentamente, ma instancabilmente, sulle pieghe del mio sesso, iniziando un lento e meraviglioso massaggio che innalza la mia eccitazione al punto da farmi urlare nel bavaglio. Le sue mani sono sempre più indiscrete: sento un dito che si infila dentro di me, poi esce e rientra accompagnato da un secondo dito. Inizia una danza che mi provoca una serie di brividi e di sensazioni indescrivibili. L’altra mano guida il giocattolo a muoversi e a scavare nel sedere e a venire a contatto con le sue dita che scorrono dentro di me. Non lo avevo fatto mai così, ma mi sentivo scuotere da mille sensazioni. Desideravo essere penetrata, ancora di più di quanto stesse già succedendo. La sua mano di nuovo scompare e ricompare più grande di prima, molto più grande, tre o quattro dita cercano di farsi strada dentro di me! Strillo nel bavaglio, ma l’urlo è di emozionante piacere. Spinge, cerca, esplora, penetra, mi apro, mi offro, mi sento spalancata come mai, lo sento scorrere, scavare, scivolare, toccare, entrare quasi completamente dentro di me, poi lentamente uscire e abbandonarmi allargata come non lo sono mai stata.

Un movimento sul letto dietro di me mi anticipa il prossimo scontro, quello col suo sesso che sento avvicinarsi alla mia calda tana ormai più che pronta a riceverlo. Si appoggia a me e si strofina sulle labbra bagnate e lubrificate, mi piace sentirlo, è un desiderio naturale che si concretizza ogni volta in modo diverso, ma sempre meravigliosamente uguale. La punta si fa strada con sicurezza e entra dentro di me. Capisco il trattamento che mi ha riservato con la sua mano perché mi sento completamente riempita dalla sua asta grande e forte. Le mie mani si aggrappano ai legacci che le tengono ferme agli angoli del letto e mi aiutano a spostare il ventre che vuole ricevere tutto il suo conquistatore! Non ho più fiato e tutto il mio corpo è scosso da tremiti di piacere. Lo voglio, lo voglio dentro di me, voglio essere riempita, voglio sentirmi schiava dello scettro che mi sta conquistando. Non posso chiederlo, ma lui sa splendidamente come usare la sua arma e muovendosi sapientemente mi trascina verso sensazioni paradisiache. La mia mente ora è vuota, non mi accorgo più di quale sia la causa del mio piacere per quanto è intenso, mi muovo in sintonia perfetta con i colpi di quel potente ariete che mi inchioda sul letto, vorrei urlare, gridare, dirgli quanto sto godendo, forse lo faccio anche se il suono dei miei gemiti non esce dalla mia bocca tappata, sento la mia testa che si agita, come non fosse mia, la mia pancia che trema al montare dell’orgasmo che sta esplodendo in me. Sento i suoi colpi diventare inesorabilmente forti, sento il suo sesso gonfio da scoppiare, desidero solo che lui venga dentro di me e mi faccia sentire il fiume bollente del suo seme riempirmi, e quando succede è come un sollievo, come se mi fosse concesso tutto quello che avrei desiderato e mentre lui sferra gli ultimi colpi lo stringo dentro di me con tutta la forza che ho prima di abbandonarmi alle scosse di un orgasmo senza confini.

Zio Max

nabila

complimenti stupendaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

coppiasexgold

bella ed eccitante

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Magnifica complimenti